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giovedì 5 dicembre 2019

Intervista a Monica Giovine: “Attrarre il vero amore”


Con grande piacere ospito per la seconda volta Monica Giovine: Life Coach professionista, Coach Relazionale, NLP Coach, Love Coach Trainer.
Monica e’ stata la mia insegnante Reiki e nel percorso formativo di Cromoterapia.
Ha pubblicato per Bruno Editore un’opera molto interessante “Attrarre il vero amore”. 

 

Ciao Monica, bentornata sul mio blog, raccontaci della tua opera, quando e come nasce?

Ciao Andrea, il libro è stato scritto un po’ di anni fa, circa 7 o 8 anni fa quando mi ero specializzata nel ramo del life coaching “coaching relazionale” cioè l’aiuto per le relazioni affettive.

A chi è rivolta l’opera?

A chi ha problemi d' Amore
A chi è solo e vorrebbe incontrare la persona giusta
A chi è in coppia ma non è felice
Anche a chi è già innamorato ma vive incomprensioni che vorrebbe cambiare
A chi ha perso entusiasmo e passione nella coppia e vorrebbe ritrovarle
A chi ha acquistato il corso "Anime Gemelle" di OlisMultimedia:http://www.olismultimedia.com/prodotto/anime-gemelle/ e desidera integrare e completare le sue conoscenze e la comprensione degli schemi affettivi psicologici e l'auto-conoscenza
Ai professionisti del settore, operatori energetici, psicologi e coach
A chi ha fatto sessioni di Love Coaching
A chi ha seguito il corso per diventare Love Coach
A chi vorrebbe diventare Love Coach
A chi è già life coach e desidera specializzarsi nelle relazioni
A chi si occupa di dinamiche psicologiche ed energetiche e vuole approfondire la matrice affettiva
A chi ha frequentato il corso di Costellazioni Familiari
A chi sta studiando la PNL o ha studiato la PNL
Agli psicologi che desiderano approfondire le dinamiche di coppia

Quali aspetti vengono trattati e perché li hai scelti?

Vengono esaminate le esperienze emozionali e le credenze inconsce riguardo al sentirsi meritevoli di amore. Per fare questo è necessario comprendere come sia stata la sensazione percepita da bambino nel rapporto con la madre, col padre e nel rapporto che entrambi i genitori hanno avuto fra di loro. Si studiano anche le eventuali varianti del tema. Si cerca di comprendere quali programmi inconsci sull’amore, dare e ricevere amore e meritare amore si siano installati nell’infanzia per verificare quali specchi dinamici si ripetono nell’età adulta. Se questi specchi sono motivo di sofferenza, solitudine oppure disagio o conflitto col partner si possono cambiare mediante esercizi di PNL diretti all’inconscio. 

All’interno del libro si trovano anche degli esercizi da fare molto importanti di auto-esplorazione e di autoconoscenza, proprio per capire la propria matrice affettiva al fine di comprendere perché la persona non è felice in amore come desidera. 
  
Quali progetti hai nel prossimo futuro?

Al momento abbiamo un sito specifico: http://www.amorenellarelazione.com che tratta le relazioni affettive in tutte le sue sfaccettature e casi specifici. Abbiamo anche il corso per diventare Love Coach che sta avendo molto successo. E’ un corso online da fare via Skype con un interazione in audio video con me che sono l’insegnante. Il corso ha 3 livelli e l’ultimo è il livello professionista che prevede un esame finale per essere Love Coach e cioè Coach Relazionale specializzato nelle relazioni affettive e di coppia.

In futuro vogliamo organizzare corsi dal vivo in aula per diventare Love Coach professionista. Faremo delle presentazioni aperte a tutti ed intendiamo iniziare con alcune città: Milano, Bergamo, Torino. E’ un grosso lavoro un corso live serio con almeno 20 partecipanti e occorre uno staff che se ne occupa, c’è molto da organizzare dalla serata di presentazione che va fatta in genere 2 o 3 settimane prima del corso, la cattering, il materiale, le sale da affittare, la brochure, manuali del corso, le penne, il badge, le assistenti, la pubblicità sui social. Spero per la primavera 2020 che ci sia il tour iniziano col nord Italia, e magari in un futuro espanderci in altre città italiane.
  
Ringraziandoti ti saluto con augurio per la tua opera perché possa portare maggiore coscienza e consapevolezza nei lettori.

Grazie infinite Andrea, sei un Anima di luce ed Amore, un meraviglioso dono per chi ti conosce. 


 

martedì 26 novembre 2019

La storia di Abu: la sofferenza del vivere lontani dalle proprie origini e il senso di emarginazione


La storia di Abu


Con molta emozione riporto la storia di Abu, un bambino arabo di 10 anni, si è trasferito in Italia con la mamma e il papà all’età di 4 anni. I genitori si rivolgono a me preoccupati per il comportamento del figlio che manifesta chiusura e spesso è irritabile.
Vediamo, seppur brevemente, cosa Abu vuole comunicare attraverso il suo elaborato. Esegue un disegno libero.

Innanzitutto vediamo dove sono disposti gli elementi facendo riferimento al simbolismo spaziale, dividiamo quindi il disegno in tre parti ricordando che a sinistra abbiamo le origini, al centro il qui ed ora e sulla destra le aspettative ed il futuro prossimo.



  • a sinistra: abbiamo una figura umana che spazza e delle foglie che cadono, accumulandosi a terra, mosse da un vento che soffia  sinistra;
  • al centro abbiamo un albero, un sole con tre raggi e un uccellino con nido;
  • in alto abbiamo un cielo coperto con nuvole grigie;
  • sulla destra: un bidone in cui cade una foglia;
La figura a sinistra simbolicamente rappresenta l’Io di Abu, ha usato una figura adulta vestita di verde e blu, colori impiegati per esprimere il suo bisogno di rassicurazione e distensione, spazza delle foglie che cadono, ovvero raccoglie la propria tristezza. Anche il voto esprime scoramento ed il corpo è rigido. Le foglie cadono verso di lui che le raccoglie con la scopa, osservate: essa è tenuta a distanza dal corpo, Abu prende le distanze dalla sua sofferenza.

Lo scenario scelto è autunnale, esprime un cambio di stagione che è in relazione al cambio che ha vissuto e che gli ha creato tristezza, dentro di sé sente un autunno.







Le foglie cadono sospinte da un vento che è rivolto a sinistra (le origini, la famiglia, il passato), Abu nutre un senso di tristezza e malinconia, si sente lontano dalla sue origini, gli manca la sua Terra.






Al centro abbiamo un grosso albero dalla forma legnosa, instabile e contorta, rappresenta sofferenza cronica che ha pervaso Abu nel profondo, lasciando dei segni, proprio come una corteccia. Abbiamo in essi molti elementi di riflessione per conoscere come stà Abu, l’albero descrive il suo Io, pieno di ferite emotive (i numerosi solchi sul tronco). Possiamo osservare un volto sul tronco: un’espressione di tristezza.























Sul tronco abbiamo un tronchetto a destra con una fogliolina:  si tratta di Abu che attraverso questo elemento ci racconta che viene a volte trattato dalla mamma come un bambino che deve fare l’adulto, gli manca un po’ il rapporto di tenerezza e il vivere la sua età reale. 



In alto Abu rappresenta tre rami: due a sinistra (rappresentano Abu e la mamma) e uno più distante a destra (rappresenta il papà).  In mezzo alla triade, nel centro dell’albero abbiamo un sole grigio che emana raggi (sono 3 come i componenti del nucleo famigliare) che penetrano dalle nuvole e un uccellino in un nido: si tratta del rapporto tra Abu con la mamma (il nido) e il papà (il sole): quest’ultimo è spesso fuori per lavoro, il bambino percepisce il calore paterno nonostante la distanza, ma lo vorrebbe più vicino a sé. La sua tristezza è espressa sia dall’ambientazione autunnale scelta, sia dagli spazi vuoti tra gli elementi che dalle nuvole grigie in alto. Abu chiede ad entrambi i genitori maggiore rassicurazione ed ha bisogno di protezione per potersi esprimere al meglio, l’albero è al centro esprimendo la necessità di attenzione.


Abu ha paura di essere rifiutato e vive un senso di esclusione sociale: lo manifesta attraverso il bidone (grigio come la tristezza del cielo e ampio in dimensioni) entro cui sta per cadere una foglia (che rappresenta Abu e il suo senso di solitudine).


Abu traccia il disegno con un tratto leggero, facendo i contorni  più marcati alle figure che rappresenta: è un bambino sensibile e ricettivo, tendenzialmente introverso e poco comunicativo; le marcature sono come delle barrire che pone tra sé e la realtà. Abu soffre perché gli manca la sua terra, non si è sentito accolto e compreso, fa fatica a comunicare i suoi stati d’animo e le sue sofferenze, che si porta dentro. Ha bisogno di essere ascoltato, compreso e di un percorso perche possa ricongiungere due parti della propria vita che vive come divise: il là ed allora nella sua patria natia ed il qui ed ora. Ad Abu non sono state date spiegazioni su questo cambiamento, che è stato sottovalutato dai genitori, il ragazzino vive delle parti di sé sperimentando una profonda frattura interiore, dentro di sé prova una rabbia che si è accumulata negli anni e che ha bisogno di manifestare, elaborare per ritrovare se stesso e viversi in maniera integrale.
Anche se abbiamo trattato questo caso brevemente, spero vi sia piaciuto, non giudicate mai dalle apparenze!